Il nostro segreto per un ottimo vino!

Si chiama Claudio Carnevale ed è il nostro tecnico agronomo che da 10 anni svolge attività di consulenza presso la Cantina Maranzana seguendo da vicino i nostri soci, consigliando e curando i loro vigneti con passione, dedizione e puntiglio lungo tutto l’arco dell’anno. Ecco il segreto del nostro vino!

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“Cammino tra i filari, valuto lo stato fitosanitario del vigneto e le eventuali lavorazioni del terreno da effettuare, suggerendo al socio gli interventi necessari in base all’esigenza della pianta: trattamenti fitosanitari, concimazione e sulla gestione del verde”.

Claudio .jpgSono valutazioni precise e ponderate, quelle di Claudio Carnevale, attente ai bisogni della pianta e sempre nel rispetto della natura e dell’uomo. Un privilegio. Una qualità preziosa da tenere stretta.

“La potatura invernale è uno dei momenti più delicati perchè deve essere portata avanti in base alle aspettative di produzione della pianta. Una maggiore attenzione la rivolgiamo all’uva a bacca rossa, come barbera, dolcetto, cabernet e merlot, perchè su queste uve è necessario avere una quantità di antociani più alta se si vogliono ottenere vini da invecchiamento e non solo da pronta beva”.

vigneti 2.jpgCosa sono gli antociani?

Gli antociani sono tra i più importanti gruppi di pigmenti presenti nei vegetali. Grazie al loro potere antiossidante, proteggono le piante dai danni causati dalle radiazioni ultraviolette, assorbendo luce di una determinata lunghezza d’onda. Infatti, in caso di esposizione a grandi quantità di radiazioni UV, la loro produzione aumenta immediatamente per compensare questa emergenza.

“Negli ultimi anni abbiamo ridotto l’utilizzo di fitofarmaci ricorrendo, quando possibile, a prodotti di origine naturale.

Oggi ci troviamo nella fase denominata ‘grappoli separati’ dove il germoglio è lungo circa 50-60 cm e i grappoli sono ben visibili. E’ in questo momento che si interviene contro le malettie fungine e si procede alla spollonatura, ovvero all’eliminazione di quei germogli che si trovano alla base della piante e che tolgono le sostanze nutritive ai germogli produttori.

Poi si fresa e si sarchia il terreno e si passa alla legatura per evitare che i tralci ricadano in mezzo ai filari. Una volta raggiunta l’altezza desiderata, si prosegue con le cimature dove, appunto, si tagliano le cime dei tralci per consentire la produzione di ‘femminelle’ che non danno frutti ma foglie nuove, contribuendo all’accumulo di quelle sostanze necessarie e fondamentali per l’ottenimento dei grappoli migliori: una maggiore massa fogliare è garanzia di un migliore prodotto finale!

Infine si passa alla sfogliatura attraverso la quale si tolgono le foglie vicino ai grappoli perchè possano ricevere luce e essere arieggiati”.

uva.jpgQuesta lunga serie di interventi attenti e assidui culmina, ovviamente, nel periodo della vendemmia. Poco prima, infatti, si realizzano alcuni campionamenti in vigna per determinare l’epoca ottimale per la raccolta.

“Una media di 200 acini per ettaro vengono portati in laboratorio e sul mosto ottenuto si analizzano:

  • la quantità di zucchero,
  • l’acidità totale,
  • l’acido malico e tartarico,
  • nel caso del rosso, la quantità di antociani,
  • per le uve bianche e le aromatiche, la quantità di sostanze che ne determinano i profumi.

Successivamente, tutti i carichi in cantina subiscono un’ulteriore valutazione visiva e analitica al fine di poter suddividere le uve per masse omogenee e qualitativamente distinte. Da questo momento in poi, subentra l’enologo“.

E voi, che sorseggiando il nostro vino, chiudete questo ciclo miracoloso…

 

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