Vino: ecco il segreto per vivere a lungo e felici

Vino: elisir di lunga vita e balsamo della felicità

Il vino è una manna della terra che, da secoli, apporta benefici alla salute e all’umore dell’uomo, contribuendo al suo benessere di tutti i giorni.

Il vino è uno degli alimenti che accompagna l’uomo da sempre e sul quale continuano a scorrere fiumi di considerazioni, studi, riflessioni e ipotesi per analizzare tutti i benefici che esso produce. Lo ritroviamo all’interno di racconti sacri e profani, tra le mani di figure mitologiche e in molte opere pittoriche come compagno di momenti conviviali e allegorici.

Ma quali sono i reali poteri del vino? Dalle leggende metropolitane ai risultati comprovati da numerose ricerche approfondite, questo nettare prezioso porta con sé più virtù di quante se ne possano realmente immaginare. E, guarda caso, due di queste sfiorano argomenti a noi tutti piuttosto cari: la lunghezza della vita e la capacità di essere felici.

La fonte della giovinezza esiste davvero

Il vino, innanzitutto, agisce come stimolante e coadiuvante di molte attività fisiologiche dell’uomo, proteggendolo da alcune patologie, e dal momento in cui contribuisce alla conservazione delle funzioni del nostro organismo, può a buon ragione fregiarsi del titolo di “elisir di lunga vita”. Qualche esempio? Il vino combatte l’ormone antidiuretico, favorendo l’eliminazione delle scorie dall’organismo e rendendo il sangue più fluido, circostanza che porta alla diminuzione della quantità di trigliceridi e colesterolo nel sangue. Le proprietà antiossidanti dei suoi polifenoli, inoltre, sono in grado di combattere l’insorgenza dei radicali liberi.

Ma non solo. Nel 1997, è stato dimostrato che il vino bianco, ad esempio, previene e addirittura attenua il morbo di Alzheimer in misura dell’80%. È il resveratrolo, l’elemento chiave che si oppone allo sviluppo di malattie neurodegenerative. Da qui, alcune singolari prescrizioni mediche come quella che suggerisce di ricorrere a Champagne e Spumanti per ovviare alle sensazioni di stanchezza mentale, grazie alla loro composizione ricca di sali minerali e alla presenza di zinco, elemento importante per il mantenimento ed il miglioramento della memoria.

Presto, portami un bicchiere di vino, in modo che io possa bagnare la mia mente e dire qualcosa di intelligente”.

(Aristofane)

E che dire della sua azione analgesica? La vasodilatazione dei vasi sanguigni che il consumo di vino provoca è fondamentale per impedire l’insorgenza di forme emboliche e di infiammazioni a carico delle arterie e degli arti inferiori. Inoltre, dona sollievo durante il ciclo mestruale, in quanto rilassa la muscolatura dell’utero ed elimina il mal di testa che generalmente accompagna la donna in queste fasi.

Vino e psiche: un matrimonio duraturo

La felice combinazione delle sensazioni di colore, profumo, aroma e sapore, che il vino trasmette per via nervosa alla corteccia celebrale, provoca una piacevole reazione dei centri affettivi dell’encefalo che si irradia beneficamente in tutto l’essere”.

(E. A. Maury)

È ormai da più fonti dimostrato che le endorfine prodotte dal cervello sono stimolate dalle sensazioni piacevoli che il vino riesce a generare nei soggetti che lo consumano (in dose moderate, s’intende), confermando così i suoi poteri distensivi ed euforizzanti nonché la sua capacità di generare benessere ed armonia.

L’antibiotico guarisce gli uomini, ma è il vino a renderli felici”.

(A. Fleming)

Il responsabile di tutto ciò è l’etanolo il quale, interferendo con i neuroni celebrali, funge proprio da antidepressivo e tranquillante, riducendo il sentimento di paura e ansia, regolando la tensione emotiva ed accrescendo la capacità di reagire agli stress. A patto che il suo consumo sia a dosi controllate e non in eccesso, altrimenti l’effetto prodotto potrebbe essere esattamente l’opposto. Una conclusione, questa, che è stata curiosamente dimostrata registrando la conduttività elettrica dell’epidermide.

Il vino eleva l’anima e i pensieri,
e le inquietudini si allontanano dal cuore dell’uomo
”.

(Pindaro)

Morale: è sufficiente un bicchiere a pasto, per poter godere dei benefici del vino. Del resto, a metterlo nero su bianco è il cosiddetto “paradosso francese”. Nella Francia meridionale, infatti, sebbene la popolazione consumi elevate quantità di cibi grassi, l’incidenza delle malattie cardiovascolari è più bassa rispetto ad altri paesi con stili alimentari equivalenti. Secondo alcune ricerche sul campo, la differenza è data proprio dall’assunzione quotidiana di vino. E poi…

La vita è troppo breve
per bere vini mediocri
”.

(J. W. von Goethe)

À là santé!

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